MELOGRANO: prezioso in ogni suo chicco

Il melograno (nome scientifico: Punica granatum) è una pianta appartenente alla famiglia delle Lythraceae; i suoi fiori vermigli ne fanno una pianta decorativa che cresce nel Mediterraneo, in Medio Oriente e in altre regioni a clima caldo e asciutto come l’India e la California. Il frutto, detto melagrana, è una bacca dalla consistenza piuttosto dura e una buccia spessa e coriacea, con una forma che può essere ora rotonda ora leggermente allungata e si asserisce che proprio questo frutto fosse la famosa “mela” del giardino dell’Eden.  Il melograno, infatti, vanta una storia millenaria: era già noto e apprezzato ai tempi degli antichi Egizi, dei Greci e dei Romani ed è considerato simbolo di abbondanza, rinascita e fertilità in molte culture. La raccolta dei frutti avviene da Settembre a Novembre, periodo in cui raggiungono il massimo della freschezza. Le varietà sono numerosissime e si distinguono per il colore della buccia che può andare dal giallo-rosato al rosso intenso, e per il sapore, più dolce o più aspro. La cultivar tipica della nostra nazione è la “Dente di Cavallo”: i chicchi sono di un tipico colore rosso acceso e presentano maggiore dolcezza rispetto ad altre varietà, pur mantenendo delle note aspre.

Melograno aperto a mostrare i suoi frutti

I frutti del melograno forniscono una quantità moderata di energia, circa 52-60 Kcal per 100 grammi. Sono composti principalmente da acqua (circa l’80 % del peso), mentre il resto è costituito da zuccheri (13 %), in particolare fruttosio, fibre (3-4 %), proteine (1 %) e lipidi (0,5-1 %). Tuttavia, ciò che rende questo frutto davvero interessante sono le vitamine: il melograno è infatti ricco di vitamina A e vitamina C, entrambe con proprietà antiossidanti che aiutano a rafforzare il sistema immunitario e a proteggere le cellule dallo stress ossidativo. Una porzione di melograno può fornire circa il 30% del fabbisogno giornaliero di queste vitamine. Inoltre, nel melograno sono presenti anche dei polifenoli come l’acido ellagico e le antocianine, che possiedono proprietà antinfiammatorie e proteggono l’organismo dai danni causati dai radicali liberi. Questi composti antiossidanti sono noti per i loro potenziali effetti positivi sulla salute cardiovascolare, poiché possono aiutare a ridurre il rischio di malattie cardiache, migliorare la circolazione sanguigna e abbassare la pressione arteriosa. Il frutto è anche una buona fonte di fibre, che aiutano a regolare il transito intestinale e a favorire la sazietà, rendendolo utile per chi segue una dieta ipocalorica. Le fibre contribuiscono anche al controllo dei livelli di zucchero nel sangue, migliorando la gestione della glicemia.

A questo proposito va ricordato che le persone con diabete e ipertrigliceridemia dovrebbero limitare l’assunzione di melograno sotto forma di spremute o succhi poiché queste bevande concentrano il fruttosio presente nei chicchi e non contengono le fibre che aiutano a moderarne l’assorbimento. Mangiare il frutto intero aiuta a evitare i picchi glicemici, quindi, un’idea potrebbe essere quella di utilizzare i chicchi freschi per aromatizzare insalate e salse o aggiungerli allo yogurt per uno spuntino salutare. In India il melograno viene usato per insaporire pane, frittelle e curry mentre da noi può essere utilizzato per preparare la marmellata di melagrana, nei dolci, abbinato ad altri tipi di frutta o al cioccolato o prendere parte a primi piatti come il risotto al melograno o a secondi di carne o di pesce. In conclusione, il melograno in chicchi è generalmente preferibile per un consumo quotidiano più equilibrato, mentre il succo può essere un’aggiunta salutare se consumato con moderazione e nelle giuste combinazioni.

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